Cos’è
l’HVO?
L’HVO, Hydrotreated Vegetable Oil, è un diesel paraffinico rinnovabile ottenuto attraverso processi di idrogenazione e trattamento di oli e grassi. Non è semplicemente “biodiesel”: la chimica è diversa, e questa differenza conta.
Una guida tecnica, chiara e aggiornata per capire materie prime, produzione, prestazioni, sostenibilità e compatibilità.
Un carburante rinnovabile, ma non una magia.
L’HVO trasforma materie prime lipidiche in idrocarburi paraffinici. Il risultato è un carburante con proprietà molto vicine a quelle del diesel, ma ottenuto con una tecnologia differente dal biodiesel FAME.
Hydrotreated
La materia prima viene trattata con idrogeno in presenza di catalizzatori. L’ossigeno viene rimosso e le molecole vengono trasformate in idrocarburi.
Da lipidi e residui
Le materie prime possono includere oli vegetali, oli da cucina usati e grassi animali. La sostenibilità dipende dalla materia prima, dalla filiera e dal processo.
Diesel paraffinico
L’HVO appartiene alla famiglia dei combustibili paraffinici. Le specifiche tecniche sono definite dalla norma EN 15940 per i diesel paraffinici.
Dalla materia prima al carburante.
Il processo industriale non consiste nel semplice “filtrare olio”. L’idrogeno e i catalizzatori modificano chimicamente le molecole, permettendo di ottenere idrocarburi paraffinici adatti all’uso come carburante.
Materie prime
Oli e grassi di origine vegetale o animale, inclusi alcuni residui e rifiuti idonei alla filiera.
Pretrattamento
La materia prima viene purificata per ridurre contaminanti che potrebbero compromettere il processo.
Idrotrattamento
Con idrogeno e catalizzatori, l’ossigeno viene rimosso e le molecole vengono convertite in idrocarburi.
Raffinazione
Il prodotto viene separato e condizionato per ottenere le caratteristiche richieste dal combustibile finale.
HVO ≠ biodiesel FAME
Il biodiesel tradizionale è generalmente costituito da esteri metilici degli acidi grassi (FAME). L’HVO è invece formato principalmente da idrocarburi paraffinici ottenuti mediante idrotrattamento.
Due biocarburanti. Due chimiche.
Confonderli è comprensibile perché entrambi possono derivare da oli e grassi. Ma il percorso industriale e la composizione finale sono differenti.
Perché l’HVO interessa il trasporto pesante?
Una delle ragioni della sua diffusione è la possibilità di utilizzare un carburante paraffinico in applicazioni diesel compatibili senza richiedere necessariamente una nuova infrastruttura di distribuzione.
Logistica
Può essere interessante per flotte diesel che cercano di ridurre l’impronta climatica senza sostituire immediatamente tutti i veicoli.
Proprietà del carburante
L’HVO presenta un’elevata stabilità all’ossidazione e buone proprietà a basse temperature. Le prestazioni effettive dipendono dalla specifica del prodotto.
Compatibilità
Non bisogna però generalizzare: prima di usare HVO100 è necessario verificare l’approvazione del costruttore del motore o del veicolo.
Il punto decisivo è la materia prima.
Dire semplicemente “HVO = -90% CO₂” è tecnicamente scorretto. Il risparmio di emissioni climalteranti si valuta lungo il ciclo di vita e varia in funzione della materia prima, della produzione dell’idrogeno, del processo industriale, dei trasporti e dei criteri di contabilizzazione.
Oli da cucina usati
Gli oli esausti sono tra le materie prime residuali considerate nelle politiche europee sui biocarburanti. La loro disponibilità è però limitata e la tracciabilità è fondamentale.
Oli vegetali
Gli oli vegetali possono essere utilizzati, ma la valutazione ambientale deve considerare coltivazione, uso del suolo e filiera. “Vegetale” non significa automaticamente “a impatto zero”.
Grassi animali
Alcuni grassi animali possono entrare nella produzione di HVO. Anche in questo caso, origine, categoria della materia prima e criteri di sostenibilità sono determinanti.
Un carburante può essere rinnovabile secondo i criteri normativi e allo stesso tempo avere impatti ambientali differenti da un’altra filiera. Per confrontare due carburanti bisogna guardare all’intero ciclo di vita, non soltanto al tubo di scarico.
HVO100: controllare sempre il veicolo.
La tecnologia è interessante, ma la compatibilità non si decide con un post sui social. Va verificata nella documentazione ufficiale del costruttore.
Manuale del veicolo
Cerca l’indicazione relativa a HVO100, XTL o alla norma EN 15940. Alcuni costruttori autorizzano l’uso, altri possono porre condizioni.
Etichetta alla pompa
Il carburante paraffinico può essere identificato con la designazione XTL. La marcatura e le istruzioni locali devono essere rispettate.
Filiera certificata
Per i biocarburanti sostenibili, la tracciabilità delle materie prime e la certificazione della filiera sono elementi essenziali per le dichiarazioni ambientali.
HVO, biometano, LNG: tecnologie diverse per una transizione più complessa di uno slogan.
Per il trasporto su strada non esiste una singola soluzione valida per ogni missione. La scelta dipende da veicolo, percorrenza, infrastruttura, disponibilità energetica, costi e obiettivi di decarbonizzazione.
Riferimenti utilizzati
- Commissione Europea – Knowledge4Policy: definizione tecnica dell’HVO e principali caratteristiche del combustibile.
- IEA – International Energy Agency: HVO come renewable diesel, tecnologie, materie prime e sviluppo del mercato.
- JRC – Joint Research Centre: dati e analisi europee sui biocarburanti e sull’impiego di HVO da oli usati e grassi animali.
- Commissione Europea – TRIS / norme EN 15940: riferimenti tecnici per i diesel paraffinici da sintesi o idrotrattamento.
- GSE – Gestore dei Servizi Energetici: quadro italiano relativo ai biocarburanti e alla sostenibilità.
Nota editoriale: le proprietà e la riduzione delle emissioni dipendono dal prodotto, dalla materia prima, dal processo e dall’applicazione. Le informazioni sulla compatibilità del veicolo devono sempre essere verificate con il costruttore.
